Goodbye Steve!

Sono un fan di Apple e devo a Steve l’aver trovato piacere a vedere e toccare le sue creazioni, utensili di tutti i miei giorni di lavoro.

A lui dedico una poesia della mia poetessa preferita, Wisława Szymborska.

“Qualche parola sull’anima”

L’anima la si ha ogni tanto,

nessuno la ha di continuo, per sempre.

Giorno dopo giorno,

anno dopo anno,

possono passare senza di lei.

A volte nidifica un po’ più a lungo,

sole in estasi e paura dell’infanzia,

a volte solo nello stupore dell’essere vecchi.

Di rado ci dà una mano in occupazioni faticose,

come spostare mobili, portare valigie

o percorrere le strade con scarpe strette,

quando si compilano moduli,

si trita la carne,

di regola ha il suo giorno libero.

Su mille nostre conversazioni

partecipa ad una,

ed anche a questo non necessariamente,

poiché preferisce il silenzio,

quando il corpo comincia a dolerci e dolerci,

smonta di turno, alla chetichella,

è schifettosa,

non le piace vederci nella folla,

il nostro lottare per un vantaggio qualunque

e lo strepito degli affari, la disgusta,

gioia e tristezza

non sono per lei due sentimenti diversi,

è presente accanto a noi

solo quando essi sono uniti.

Possiamo contare su di lei

quando non siamo sicuri di niente

e curiosi di tutto,

tra gli oggetti materiali

le piacciono gli orologi a pendolo

e gli specchi, che lavorano con zelo

anche quando nessuno guarda.

Non dice da dove viene

e quando sparirà di nuovo,

ma aspetta chiaramente simili domande.

Si direbbe che

così come lei a noi,

anche noi siamo necessari a lei,

per qualcosa.

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Ex Manifattura Tabacchi – Lucca

Ai primi di dicembre sono andato a vedere qualche mostra foto/video di LDPF 2010 presso la vecchia Manifattura Tabacchi di Lucca.

Per l’occasione era aperta al pubblico qualche sala: così dopo aver visto le mostre (con alterne sensazioni, vedi un mio post al riguardo) ho deciso di indossare i panni di Indiana Jones e lanciarmi nell’esplorazione del grande (ormai ex ) fabbrica .

Perchè Indiana Jones, direte? Perché questa immensa struttura è ormai abbandonata dal 2004 e i suoi locali furono svuotati quando venne deciso di spostare la produzione in una nuova struttura fuori Lucca.

Sono affascinato dai dinosauri industriali, dalle strutture dove per anni hanno vissuto e lavorato centinaia di esseri umani, e che ora sono vuote eppur piene di testimonianze di quello che fu.

E cosa fu la Manifattura Tabacchi di Lucca? Senza inventarmi nulla della sua gloriosa storia riporto un breve estratto trovato qua (un estratto della ricerca storica curata dalla Prof.ssa Simonetta Simonetti sulla Manifattura Tabacchi di Lucca):

Nel 1861 quattro erano le Manifatture di tabacco in Toscana (Firenze, Lucca, Massa Carrara e Capraia,queste due ultime soppresse nel 1865) su 15 esistenti in Italia (alle dipendenze del Ministero delle Finanze: Bologna, Cagliari, Chiaravalle, Milano, Modena, Napoli, Sestri,Torino,Torino Parco, più Verona e Roma). L’istituzione della Regia cointeressata a Lucca è del 1865. Dopo l’Unità d’Italia l’organico della Regia Manifattura era così composto: 13 ufficiali superiori, 165 tra ufficiali inferiori, operai e giornaliere,un totale di 500 sigaraie “cottimanti” che provvedevano alla intera richiesta di produzione.Le cottimanti erano per lo più molto giovani, ragazze, bambine di 11 anni qualificate come fanciulle avventizie fino ai 15 anni, da quella età ai 17 anni venivano inquadrate come avventizie in ruolo.”

Un’altra bella testimonianza di cosa fu la Manifattura per Lucca ed i Lucchesi è il libro “La manifattura Tabacchi di Lucca; una fabbrica, una storia” di Paolo Folcarelli, recensito qua.

Come vedete la struttura era viva e pulsante e per tante persone è stata fonte di lavoro per una vita intera, come ci testimonia anche Susanna, collega di Micromosso, nipote di un lavoratore della Manifattura (qua).

Ritornando al vostro blogger, posso dire che ho vagato in ogni anfratto accessibile (anche se a parte della struttura non sono riuscito ad accedere), solo soletto come se fossi l’unico sopravvissuto dopo una guerra (chimica, nucleare?), fotografando ed immaginando cosa potesse contenere ogni stanza, sgabuzzino, sottoscala.

E’ stata un’esperienza strana: sono molto attratto da situazioni o luoghi dove si misura palpabile l’assenza, la mancanza di qualcosa, anche se quasi sempre è solo uno stato temporaneo. Questa transitorierà nel caso della Manifattura è assente: un senso forte di abbandono, di inutilizzo mi ha invaso piano piano mentre fotografavo, e devo dire che quando alla fine sono uscito e sono ritornato per strada ero sollevato nel vedere che intorno a me si muovevano persone, sentivo rumori … insomma, c’era vita!

Ecco un’altra cosa strana: la Manifattura è dentro le mura cittadine e nonostante questo al suo interno arrivano suoni soffocati, come se un immenso aspirapolvere avesse aspirato con le persone i loro suoni, le parole e i rumori che ci circondano dalla mattina alla sera.

E’ come se sulla Manifattura fosse calata per sempre una notte senza fine.

Di seguito potete vedere le mie foto e quello che i mie occhi hanno sentito.

Manfattura Tabacchi di Lucca

Link utili

Archivio Fotografico Lucchese

Le Sigaraie di Lucca

La disciplina del lavoro: operai, macchine e fabbriche nella storia italiana

La testimonianza di un figlio di sigaraia a Lucca (Gavorchio)

Is Apple God?

[Fool.tv]

Everyone knows that Apple (Nasdaq: AAPL) has an insanely passionate following of shareholders and customers. Today, there may be confirmation that that passion has gone a bit too far.

According to a recent paper published by college professors at York University and San Francisco State University, the Apple community is starting to much more closely resemble a religion (or even a cult) than a typical Fortune 500 Company. Yes, it’s getting weird.

Fool Nick Kapur adds his two cents on fanatical Apple fanboys, and explains why this isn’t such a blasphemous situation. He says plenty of companies have devoted followers, including Starbucks (Nasdaq: SBUX) and American Express (NYSE: AXP), and they all have one thing in common: very successful stocks.